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- Un fenomeno chiamato Maratona
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Palermo_supermarathon

Un fenomeno chiamato maratona.... 

Mentre l’atletica leggera italiana soffre il perdurare di mancanza di risultati che contano, di converso, da un ventennio a questa parte, chi scoppia di salute è il movimento amatoriale. Basta dare uno sguardo al calendario nazionale per accorgersi come in tutta Italia ci sia un proliferare di impegni agonistici che settimanalmente coinvolgono tantissimi amatori nelle distanze più svariate. Anch’io nel mio piccolo mi definisco un amatore che, come tanti altri provenienti da altri sport, ha cominciato a correre per caso intorno alla trentina.

Successivamente, tenendo conto dei giusti e fisiologici gradi che l’attività impone, ho aumentato le sedute, cominciando a qualificare gli allenamenti al fine di partecipare a qualche garetta domenicale. Poi, strada facendo, la piccola gara non era più appagante, dunque si comincia a pensare al grande salto: la Maratona. La grande sfida con se stessi. La gara che ogni amatore conta di fare e di chiudere con un buon tempo. Se dico che portare a termine una maratona è sicuramente uno sforzo supremo, non credo di aver fatto una grande scoperta, molti addetti ai lavori sostengono che ultimarla sia alla portata di chiunque, purché disposto a sacrificarsi e a dare vita ad una preparazione impostata per gradi e che abbia una sua logicità. In ogni caso non dobbiamo dimenticare che si tratta di un'attività che mette a dura prova l’organismo umano. Ma torniamo al fenomeno maratona propriamente detto: pare, anche se personalmente nutro qualche dubbio, che il binomio maratona-amatore sia un fenomeno Made in Usa, nato intorno agli anni ‘70, per molti rappresenta la perfetta evoluzione del jogging-running. E’ vero comunque che proprio in quegli anni negli Stati Uniti le grandi competizioni sulla lunga distanza cominciarono ad essere considerate fenomeno di massa, tutto ciò supportato dai media che all’esplosione della nuova moda sportiva diedero sin da subito grande risalto. Tant’è che le maratone di New York, di Boston e Chicago, sono considerate le più prestigiose al mondo. Ho detto prestigiose, non belle, mi è capitato di correre in maratone un pò meno prestigiose ma di godere di scenari paesaggistici ed urbanistici molto interessanti. La nuova mania americana ben presto contagiò milioni di persone in tutto il mondo, trovando terreno fertile soprattutto nell’evoluto vecchio continente. Mentre il fenomeno prende corpo, contestualmente anche le grandi aziende produttrici di materiale sportivo sin da subito intuiscono che bisogna cavalcare la tigre. In parecchie, le più specialistiche, cominciano ad investire nella ricerca e nella sperimentazione di materiale tecnico di sofisticata qualità che avrebbe partecipato ad alleviare le fatiche dell’amatore, parimenti, le grandi case strategicamente aumentano le somme da destinare alla pubblicità, cominciano a mettere sotto contratto i migliori atleti al fine di rendere più visibili i nuovi prodotti, tali operazioni hanno inevitabilmente aumentato i praticanti di questa durissima disciplina. Infatti, quasi sempre lo sponsor principale di una grande maratona è un’azienda tecnica che produce materiale sportivo. Se dico che una maratona di quelle che contano nel panorama mondiale, quali Venezia, Amsterdam, Milano, New York, Londra, Chicago, Berlino, Parigi, Roma etc. rappresenta una vera e propria azienda a tutto tondo, non credo di dire un’eresia, tutt’altro. Organizzare gare di simili portate con tutte le manifestazioni collaterali richiede necessariamente  personale altamente qualificato e rodato che lavori fianco a fianco tutto l’anno. Dietro l’evento sportivo è ovvio che esiste un grande business,  la maratona è una grande vetrina per promuovere la città nel mondo. Per una città avere una maratona che conta rappresenta un grande vantaggio, in termini di visibilità, di prestigio ed è innegabile che l’afflusso di migliaia di amatori provenienti da tutto il mondo, spesso con famiglie o accompagnatori al seguito, porta molto denaro fresco nelle casse delle città. A proposito dei partecipanti va detto che spesso, soprattutto per le maratone più importanti, più della metà degli arditi viene da fuori, e quasi sempre si tratta anche di persone che, vista la particolare occasione, spendono volentieri. Straordinari a tal proposito i numeri che quest’anno ha prodotto la maratona di Roma: quasi 16.000 iscritti provenienti da 80 paesi alla prova competitiva ed  oltre 85 mila partecipanti alla stracittadina, con proventi per l’intero indotto stimati intorno ai 45 milioni di euro. Per l’economia capitolina una bella boccata di ossigeno. E’ chiaro che la maratona non è soltanto un fenomeno amatoriale, fior di professionisti, spesso attratti dai lautissimi ingaggi e dalle pressioni dello sponsor tecnico, spesso durante l’anno si fanno trovare puntuali ai nastri di partenza delle manifestazioni più importanti. Va altresì ricordato che in occasione delle olimpiadi è ormai prassi consolidata che la maratona maschile sia l'ultimo evento del programma di atletica leggera, ciò per  tributarle il lustro che merita, spesso è capitato che venga disputata a poche ore dalla cerimonia di chiusura. (alamo)



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Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Agosto 2010 23:43
 
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