| - Buon Viaggio alla Signora in Rosa |
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“Il Re è morto, viva il Re!” gridava l’araldo al popolo francese: La frase aveva due significati: comunicava la morte del Sovrano ed allo stesso tempo inneggiava al suo successore a sottolineare la continuità della monarchia. Così a Jhoannesburg spenti i riflettori, dopo la commovente passerella di Nelson Mandela, zittite le micidiali vuvuzelas e salutati con tutti gli onori i Campeones de Espana, l’attenzione dei media calciofili si è spostata sull’imminente, ormai prossimo, campionato di calcio nostrano. I nostri ventidue “miliardari in mutande” come li ha definiti su CorriSicilia il Professore Clemente, hanno dato vita al peggiore mondiale della nostra storia calcistica, peggio del 1966 ai mondiali d’Inghilterra. Quella volta partimmo alla grande con un sonante 2-0 sul Cile, poi perdemmo 1-0 con l’URSS castigati da un goal di Chislenko. Ma allora perdere con l’URSS ci poteva anche stare, in quella squadra oltre a Chislenko uno dei più forti “bomber” europei dell’epoca, giocavano fior di calciatori quali, Yashin unico portiere ad aver vinto il Pallone d’Oro, Voronin, Banishevsky…..tutti atleti di primordine, che dalle nostre parti sarebbero stati strapagati, ma che purtroppo per loro, ai tempi, vivevano “al di la del muro”. La catastrofe, per noi, si materializzò improvvisa ed inaspettata all’ultima partita del girone eliminatorio, con la più che modesta Repubblica Popolare di Korea del Nord, in quel di Middlesbrough. Ci sarebbe bastato uno striminzito pareggio ed invece, i nostri, all’epoca solo ”milionari (in lire) in mutande”, beccarono un golletto da un sedicente dentista, tale Pak Doo Ik, alla fine del primo tempo e non furono capaci di rimontare. Fu un dramma nazionale, al rientro in Italia all’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova, furono accolti a “fischi e pernacchie” ed il “comitato di accoglienza”, nonostante la tarda ora (le 3.30) non fece mancare loro qualche ovetto, non di giornata, con contorno di ortaggi vari, naturalmente non freschi. L’allenatore, Edmondo “Mondino” Fabbri, emiliano testardo, a causa delle sue scelte tecniche (preferì il Blocco del Bologna a quello dell’Inter di Don Helenio) fu “randellato” e messo alla gogna dalla stampa sportiva dell’epoca, Gianni Brera in testa che gli affibiò, come un marchio a fuoco, il soprannome “Un uomo chiamato Corea”. Alcuni giocatori (Janich, Perani, Barison) furono epurati e non rimisero più piede in nazionale, Bulgarelli giocò ancora qualche partita ed a 26 anni chiuse anche lui il rapporto con la nazionale. Quella partita rimase una macchia infamante per la loro carriera e per la nostra federazione, si pensava che di peggio non si sarebbe potuto fare invece…, il Paul Newman di Viareggio è riuscito nella storica impresa, ma gli è andata ancora bene. Corre voce infatti, che i giocatori della Korea del Nord rientrati in patria, dopo la disfatta Sudafricana, siano stati obbligati a restare fermi per sei ore su un palco allestito davanti al Ministero della Cultura Popolare a subire le ingiurie e gli improperi dei sostenitori, il loro allenatore invece è stato mandato a lavorare come manovale, in un cantiere edile alla periferia della capitale Pyongyang. I nostri “eroi” sudafricani, invece, sono rientrati tra la “divina indifferenza” (Montale) e sono subito spariti, per rifugiarsi in amene località vacanziere non accessibili a noi “comuni mortali” per dare riposo alle loro “ ……membra stanche dai lavori dell’estate, alle carezze dello zefiro” (Anite III sec. A.C.). Nel frattempo qualcuno ha già rimediato l’ennesimo ingaggio milionario (in euro) in quel di Dubai, che non è certo un posto per “barboni”, il palcoscenico calcistico non è quello europeo ma un piccolo sacrificio ogni tanto si può anche fare. E i giornalisti? Quelli odierni, …..rien de rien… niente randello. I più coraggiosi, si fa per dire, hanno dato appena qualche buffetto, guai a mettersi contro il potere. Ma niente paura li rivedremo presto sbraitare contro il malcapitato arbitro di turno in uno dei tanti processi settimanali. “Il Re è morto viva il Re!”: Ormai mancano pochi giorni e si ricomincia. Noi poveri consumatori del prodotto “pallone” siamo quasi in crisi di astinenza. Personalmente ho provveduto a rinnovare il mio abbonamento ed aspetto l’ormai imminente giorno del primo incontro con la “Signora in Rosa”. Dovrebbe avvenire il 12 agosto in un mini torneo estivo con Napoli e Valencia. Chissà se dopo il “lifting” estivo sarà bella come la scorsa stagione? E se riuscirà a trasmettermi ancora quelle emozioni indescrivibili, quei momenti di grande gioia (vittorie con Milan e Juve) o di profonda frustrazione (pareggio col Genoa al 95°). Sicuramente in questi ultimi anni è diventata più affascinante, nonostante l’età, ed ha aumentato il suo seguito di corteggiatori, ultimamente si sussurra che ci abbia provato anche un misterioso Principe Arabo. Ed a proposito di corteggiatori, nel nostro “disomogeneo”, come lo definisce il mio amico Antonio, mondo del podismo ci sono anche gli “aficionados” delle altre “signore del calcio” ma quelli sono “amanti per corrispondenza” o per “procura” come si diceva una volta, questi ultimi si accontentano di Sky, Premium o Dhalia. Ma che volete mettere,niente a che vedere con una notte magica al Barbera, con i colori, le voci, le battutacce dell’ “Homo Panormitanus”. Scusatemi il paragone, ma è come passare una serata con una bella donna al “Grand Hotel et Des Palmes” oppure accontentarsi di un film erotico in TV sdraiati sul divano del salotto di casa. Buon viaggio “Signora in Rosa” (f.b)
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Agosto 2010 09:01 |









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