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- XVII Olimpiade di Roma - Nino Benvenuti - PDF Stampa E-mail
Scritto da Ferruccio   
Venerdì 03 Settembre 2010 13:42



Nino_Benvenuti

 Nino Benvenuti

Alle Olimpiadi di Roma l’Italia conquistò 13 medaglie d’oro, di queste solo una in atletica leggera nella finale dei 200 mt maschili con Livio Berruti, che rimase il suo miglior risultato di sempre. Il torinese infatti, non riuscì più a ripetersi. Partecipò per due volte ai Campionati Europei con risultati modesti. Riuscì a conquistare invece tre titoli Italiani due volte nei 200 ed una volta nei 100. Abdon Pamich prese il bronzo nella 50 Km di marcia ed in campo femminile un’altra medaglia  di bronzo  fu conquistata da Giuseppina Leone nei 100 mt. Le cose per la nostra nazionale olimpica andarono molto bene invece nel ciclismo, dove i nostri atleti conquistarono cinque ori su sei, lasciando ai Sovietici solo la corsa in linea. Dal ciclismo su pista, però emersero fior di campioni che avrebbere rappresentato degnamente il nostro paese sulle piste di tutto il mondo, gente come il velocista Sante Gaiardoni e il tandem composto da Sergio Bianchetto e Giuseppe Beghetto, il primo vincitore di due ori (Km da fermo e velocità) e che in seguito da professionista divenne Campione del Mondo di velocità. Memorabili le sue sfide con un altro mostro sacro del ciclismo su pista italiano, il pluricampione del mondo Antonio Maspes. Altri tre ori vennero dal pugilato uno dei quali andò al triestino Giovanni Benvenuti detto Nino. Proprio a Nino Benvenuti, uno dei migliori pugili ed uno degli atleti più amati dal pubblico italiano,   dedicheremo il nostro terzo “pezzo” dedicato alle Olimpiadi di Roma. 

Nino Benvenuti nasce a Isola d’Istria, oggi in Slovenia, il 26 aprile del 1928 da una famiglia di pescatori. Sin da piccolo manifesta la sua passione per la boxe, cominciando a dare i primi pugni ad un sacco pieno di stracci nella cantina di casa. Incoraggiato dal padre viene iscritto in una palestra a Trieste a 30 Km di distanza, dove si reca ogni giorno in bicicletta. La sua carriera da dilettante comincia nel 1956 quando a Parma, conquista il primo titolo Italiano nei pesi Welter. L’anno seguente arriva il primo titolo Europeo nei Superwelter, titolo che conserverà fino al 1960, anno in cui verrà convocato per le Olimpiadi di Roma. Avrebbe dovuto battersi nei Superwelter ma, all’ultimo momento, i tecnici decisero di farlo combattere nella categoria inferiore, i pesi Welter, al fine di evitare il forte statunitense  Wilbert Mc Clure. In pochi giorni è costretto a perdere quattro chili, ma si presenterà in piena forma all’appuntamento Olimpico. In finale incontra il Sovietico Yuri Radonyak e conquista l’oro. La carriera dilettantistica di Nino Benvenuti finisce con 120 incontri combattutti ed una sola sconfitta, dovuta ad un contestatissimo verdetto in Turchia. Nel 1961 diventa professionista. Dal 1961 al 1963 combatte 29 volte con altrettante vittorie e comincia la scalata al titolo Europeo dei Superwelter. Dopo aver eliminato i più forti pugili Europei arriva finalmente la prima grande sfida. Il detentore del titolo è un altro grande pugile Italiano, Sandro Mazzinghi che diverrà il suo rivale di sempre. Quella sfida divise l’Italia in due come ai tempi di Coppi e Bartali. I due pugili, coetanei, avevano due stili completamente diversi. Nino più tecnico, più freddo piaceva agli intenditori, ai buongustai. Sandro più generoso ed aggressivo piaceva al popolo dei bar, agli spettatori dei posti meno costosi. Per la grande sfida fu scelta Milano. Il 18 giugno 1965 alle 22.30, 60.000 spettatori assiepati nello Stadio di San Siro attorno al ring allestito al centro del prato assistettero all’incontro. Mazzinghi partì a testa bassa come era suo solito e Benvenuti si trovò in difficoltà nelle prime riprese. Ma a venti secondi dalla fine della sesta Benvenuti sfoderò il suo micidiale montante destro il suo colpo preferito, ripetuto e provato in palestra fino alla nausea. Mazzinghi, colpito sulla punta del mento, crollò al tappeto a faccia in aria, Giovanni Mosca l’indomani sul Corriere scriveva: «…Giace supino, le braccia spalancate, gli occhi fissi alle lampade che non vede. Non sa ancora che tutto è finito….». Nel 1965 Nino diventa peso medio e due anni dopo è pronto per la scalate al titolo Mondiale. Il 17 aprile del 1967 al vecchio Madison Square Garden di New York incrocia i guantoni con il potente pugile nero Emile Griffith. L’incontro venne trasmesso per radio, ed alle 4.00 del mattino la voce del mitico Paolo Valenti raccontò con una appassionante radiocronaca, le fasi dell’incontro a diciotto milioni di ascoltatori italiani. Mai una trasmissione radiofonica aveva raggiunto una simile portata. Per la prima volta un Italiano è campione del mondo dei pesi medi. Cinque mesi più tardi Griffith riconquisterà il titolo in un drammatico incontro che vedrà Nino combattere con una costola rotta. Nel marzo 1968 Benvenuti riconquisterà definitivamente il titolo che manterrà fino al 8 aprile del 1971, quando nel ring di Montecarlo si arrenderà all’Argentino Carlos Monzon. Due mesi più tardi si ritirerà definitivamente. Da professionista Nino Benvenuti disputò in totale 90 incontri di cui 82 vittorie (35 per KO) un pareggio e sette sconfitte. (f.b.)   



Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Settembre 2010 13:53
 
- XVII OLIMPIADE ROMA 1960 - Valerij Brumel- PDF Stampa E-mail
Scritto da Ferruccio   
Martedì 31 Agosto 2010 00:05



Valerij_Brumel

 

Valerij Brumel  “L’uomo che sapeva volare” 

L’ultimo ed il più grande interprete del salto ventrale, Valerij Brumel, nasce in un piccolo villaggio nella lontana Siberia a Tolbuzinho nell’aprile del 1942. In seguito, a causa del lavoro dei genitori, entrambi geologi, la famiglia Brumel si trasferisce in Ucraina dove Valerij, già in età scolare, ha il primo approccio con il salto in alto. Alto 1.85 con 79 kg di peso, a soli 17 anni Valerij già supera il muro dei due metri, tanto che il suo allenatore gli fa ottenere una borsa di studio per l’Università di Mosca, dove incontra  Vladimir Dyiachkov, il miglior allenatore russo di salto in alto e dal quale imparerà tutti i segreti della tecnica del salto ventrale, della quale Valerij sarà uno dei più grandi interpreti in assoluto.

Ultimo aggiornamento Venerdì 03 Settembre 2010 13:43
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- Giochi della XVII Olimpiade Roma 1960 PDF Stampa E-mail
Scritto da Ferruccio   
Mercoledì 25 Agosto 2010 13:48


logo_olimpiadi

50° anniversario Olimpiadi di Roma

Il 25 Agosto del 1960 un giovane sconosciuto, Giancarlo Peris, che aveva avuto il merito di vincere la corsa campestre  agli ultimi campionati studenteschi, entrava come ultimo Tedoforo, accompagnato dal boato della folla, nello Stadio Olimpico per l’occasione gremitissimo e, dopo aver fatto il giro di pista tra gli applausi, portava la Sacra Fiamma Olimpica nel braciere al centro della Tribuna Monte Mario, dando così inizio ai Giochi della XVII Olimpiade a Roma.

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Agosto 2010 13:41
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- XVII Olimpiade ROMA 1960 - Wilma Rudolph - PDF Stampa E-mail
Scritto da Ferruccio   
Giovedì 26 Agosto 2010 13:40



Wilma_Rudolph

Wilma Rudolph  "La Gazzella Nera"

Wilma Rudolph nasce a Clarksville nel Tennessee nel 1940,  era la ventesima di ventidue figli di una famiglia poverissima di neri. Il padre Ed era guardiano e tuttofare alla stazione ferroviaria, la madre Blanche lavorava a servizio presso le ricche famiglie dei bianchi. Al momento della nascita, prematura, pesava appena 4,5 libbre (circa 2 Kg). Dato che a causa della segregazione razziale l’ospedale locale era riservato solo ai bianchi, la madre per farla nascere dovette rivolgersi all’unico medico nero della città.

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Agosto 2010 00:06
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- Un fenomeno chiamato Maratona PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonio   
Lunedì 23 Agosto 2010 23:42


Palermo_supermarathon

Un fenomeno chiamato maratona.... 

Mentre l’atletica leggera italiana soffre il perdurare di mancanza di risultati che contano, di converso, da un ventennio a questa parte, chi scoppia di salute è il movimento amatoriale. Basta dare uno sguardo al calendario nazionale per accorgersi come in tutta Italia ci sia un proliferare di impegni agonistici che settimanalmente coinvolgono tantissimi amatori nelle distanze più svariate. Anch’io nel mio piccolo mi definisco un amatore che, come tanti altri provenienti da altri sport, ha cominciato a correre per caso intorno alla trentina.

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Agosto 2010 23:43
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