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Scritto da Ferruccio
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Giovedì 26 Gennaio 2012 21:50 |

L’Atletica in gabbia
L’aceddru ‘nta la aggia o canta p’amuri o canta pi raggia
Il 28 gennaio prossimo a Palermo, allo Stadio delle Palme, doveva disputarsi la prima prova regionale dei Campionati Italiani Invernali di Lanci. La manifestazione che si svolge in contemporanea in tutte le regioni d’Italia, prevede tra le specialità programmate, valevoli per le qualificazioni alle finali nazionali, le prove di Lancio del Disco e del Martello. Ebbene: la gabbia dei lanci è inagibile. La tromba d’aria che si è abbattuta sulla nostra città il 22 dicembre, ha danneggiato la struttura metallica che sostiene la rete di protezione.
Il CUS Palermo, tramite il Professore Gaspare Polizzi, ha richiesto, all’ufficio comunale competente, l’autorizzazione a poter svolgere con proprie maestranze ed a proprie spese i lavori di ripristino della funzionalità della gabbia lanci. La Dirigente del Comune ha, prontamente, autorizzato la richiesta raccomandando però testualmente: «… il rispetto della normativa in materia di sicurezza, sia nei confronti delle maestranze sia dei terzi che delle strutture esistenti, nonché la stipula delle relative polizze assicurative….l’Ufficio scrivente declina ogni responsabilità su eventuali danni arrecati…» che tradotto, per i non addetti, significa: fate quello che volete ma non giocate con il mio “deretano.
Seguendo lo stesso principio, il principio del deretano, il CUS Palermo si è tirato indietro. “Cu avi culu considera”.
Morale della favola: la gabbia dei lanci rimane guasta; il Campionato dei Lanci viene trasferito in Calabria; il CUS Palermo e tutte le Società siciliane che partecipano al torneo si faranno carico delle considerevoli spese di trasferta non programmate; non si sa quando il Comune riuscirà a reperire le risorse economiche per riparare il guasto. L’atletica siciliana subisce l’ennesima mortificazione a causa delle precarie condizioni degli impianti sportivi.
Mi pare che sia giunto il momento di voltare pagina. Bisogna cominciare a prendere in seria considerazione il problema della gestione degli impianti sportivi in questa regione.
Quest’anno a Palermo dovrà rieleggersi la nuova Amministrazione Comunale ed in Sicilia il Comitato Regionale Fidal. C’è qualcuno tra i potenziali Amministratori Comunali che vuole proporre qualche soluzione futura per la gestione degli impianti sportivi? C’è ancora qualcuno in questa città che ha ancora un minimo di interesse per lo Sport? Se c’è si faccia avanti con programmi scritti.
Per quanto riguarda i futuri amministratori sportivi il discorso è più complesso. In campo nazionale già cominciano a volare gli stracci (leggi: Dio salvi la regina) “Mentre a Roma si litiga, Sagunto brucia”, in campo regionale si è ancora alle prime schermaglie, i veri contendenti sono ancora mimetizzati. A loro dico: C’è qualche potenziale candidato, alla presidenza Fidal, che ha l’intraprendenza e la capacità di avviare un discorso con le Amministrazioni Pubbliche riguardo alla gestione degli impianti? Riusciranno i nostri eroi a trasformare il canto di rabbia dell’atletica siciliana, ingabbiata nell’indifferenza generale, in un canto di amore e di liberazione? (Ferruccio Bono)
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Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Gennaio 2012 22:15 |
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Scritto da Pino Clemente
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Venerdì 20 Gennaio 2012 19:52 |
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Come già accennato su “l’anno che verrà”, che potete continuare a leggere più in basso, a fine anno dovrà rinnovarsi il Consiglio Federale Fidal. Che l’Atletica nazionale non stia attraversando un buon momento è sotto gli occhi di tutti. La recessione (medagliere ai minimi storici) per la “regina” è già in corso da un paio d’anni e la credibilità dei dirigenti è in caduta libera. La macchina del fango si è messa già in moto. Periodicamente delle lettere anonime (ma non troppo) vengono pubblicate su internet (http://fidaleaksblog.wordpress.com/) e puntualmente inviate nelle caselle di posta elettronica delle società affiliate. Sull’argomento abbiamo chiesto il parere del Direttore di CorriSicilia. Ci farebbe piacere sentire il anche vostro e chiediamo a Voi, frequentatori del nostro sito, l’apertura di un dibattito sulla questione. (La Redazione)
AGLI ANONIMI AMICI NOSTALGICI DELL’ATLETICA CHE C’ERA UNA VOLTA di Pino Clemente
Ferruccio mi ha smistato una seconda lettera di quelli che ho definito gli “Anonimi Amici Nostalgici dell’Atletica che c’era una volta”. Della prima ho scritto¹ nell’ editoriale che, bontà sua, mi ha riservato Giors Oneto, direttore di Spiridon Italia (leggi ultimo numero)
Nella seconda lettera si ha conferma che l’Anonimo è un artifizio, come quello, di ben più alta caratura, di manzoniana memoria. I contestatari della gestione Arese “giocano” come i calciatori che, offesi agli zigomi o alla regione nasale, si cautelano con una maschera. Sono riconoscibili e se ne vantano… con spavalderia.
Siamo quelli che nel lontano passato con l'atletica hanno vinto molto e siamo stufi di vedere che non si vince più niente. Evitiamoci le scontate antiche polemiche sulle vittorie ottenute con salti in lungo allungati e forme varie di doping, perchè vittorie pulite ne abbiamo avute comunque tante.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Gennaio 2012 21:16 |
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Scritto da Ferruccio
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Lunedì 16 Gennaio 2012 00:13 |
L’Anno (podistico) che verrà
Da pochi giorni Il Grande Manovratore dell’Universo ha capovolto per l’ennesima volta la clessidra del tempo. Non è la solita clessidra che noi tutti conosciamo. A noi comuni mortali è consentito vedere solo la parte inferiore, dove già affluiscono i primi granelli di sabbia ed il cumulo a forma di cono comincia a materializzarsi. La parte alta del dispositivo è invece invisibile. Contiene la successione (infinita?) di istanti che scandirà la nostra esistenza. È il futuro. Noi possiamo solo provare ad immaginarlo.
Per la verità qualcuno c’ha già provato. Circa 5000 anni fa, Il 13 agosto del 3114 a.C. è cominciata l’ultima delle cinque ere con cui i Maya avevano diviso il
tempo. L’era dell’oro. 1 milione e 872.000 giorni, tanto durava ogni ciclo. Gli antichi astronomi hanno previsto che ll count –down dovrebbe concludersi il 21 dicembre prossimo. Per quella data i vulcani erutteranno acqua, i mari si ingrosseranno ed i fiumi moltiplicheranno notevolmente la loro portata. Il nostro pianeta dovrebbe trasformarsi in una grossa palla d’acqua. Tutto ciò è scritto nel “Codice di Dresda” uno dei pochissimi documenti, conservato nella biblioteca della città tedesca, miracolosamente scampati alla furia dei “conquistadores” spagnoli che purtroppo distrussero tutto ciò che c’era da distruggere sulla cultura dell’antica civiltà del nuovo continente.
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Ultimo aggiornamento Martedì 17 Gennaio 2012 21:13 |
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Scritto da alamo
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Martedì 17 Gennaio 2012 23:49 |
Numeri di tutto rispetto quelli che ci invia il nostro Web Master Massimo Parisi, cifre che ovviamente ci riempiono di gioia e ci fanno capire che evidentemente abbiamo lavorato bene in questi anni raccogliendo un ottimo consenso. Per meglio dare l’idea di cosa rappresenta per noi e per l’intero mondo amatoriale il nostro Sito lo faremo con l’ausilio di un po’ di numeri che contestualmente partecipano ad offrirci interessanti dati statistici: nel 2009 abbiamo avuto circa 11.000 visite, l’anno successivo, il 2010, le abbiamo più che triplicate raggiungendo quota 39.000, il 2011 è stato per certi versi l’anno della nostra meritata consacrazione, abbiamo avuto un incremento del 30.41% toccando quota 52.474 visite provenienti da 46 Paesi. La stragrande maggioranza delle visite, ovviamente, parlano italiano, ma anche all’estero ci difendiamo bene: 306 in Svizzera, 180 nel Regno Unito, 75 in Francia, 65 negli Stati Uniti, 44 in Spagna, 43 in Germania, 30 in Danimarca, 28 in Russia ed altre 130 visite sparse per il mondo, molte delle quali dalla vicina Malta.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Gennaio 2012 19:52 |
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Scritto da Pino Clemente
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Martedì 10 Gennaio 2012 19:53 |
Vedi o Napule e poi… che Chievo non sia un “chiovu” di Pino Clemente
“Partita bella ma senza reti”, il titolone del Giornale di Sicilia che era arrivato in Farmacia dopo l’abbanniata del giornalaio (Sicilia – giornali - a partita du Paliermu). Era un bizzarro lunedì, il 16 marzo del 1953, mal di gola e starnuti mi avevano bloccato ed anche mio padre non era andato allo stadio dove si contendevano il derby del Sud Palermo e Napoli. Avevamo ascoltato la radiocronaca di Nicolò Carosio, la partita principale, e i risultati. Questo passavano i media. Al mattino, per me di forzata vacanza, sospiravamo nell’attesa di leggere la cronaca e i commenti nel Giornale di Sicilia, a firma di Angelo Bonanno e nel Corriere dello Sport. “Papà perché non ‘c’erano le reti nella porta” - “Le reti sono i gol”. Gli studiosi del calcio hanno decretato che lo 0 a 0 è il risultato perfetto: le difese e gli attacchi si sono reciprocamente annullati.
Bello e perfetto ma senza “u sapuri” del gol, quella sorta di orgasmo collettivo della rete violata.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Gennaio 2012 21:59 |
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